Palermo: comunque vada…

by United Blogs of Benetton on: maggio 31st, 2011

Qui ebbe inizio l’Unità d’Italia e qui si conclude il nostro tour del bel paese alla ricerca del bambino più unico di tutti.

Ecco Palermo. Ci entriamo in punta di piedi per non disturbare la litania di grida, trombette e scongiuri che accompagna la finale di Coppa Italia: Palermo contro Inter. Per guardarla in tv scegliamo un punto strategico: lo storico mercato della Vucciria. E un menù ultralight: arancino e panino alla milza.

Il risultato alla fine dei 90 minuti è 2 a 1 per l’Inter. Ci aspettiamo facce lunghe e un trascinarsi di piedi verso casa, a bandiere ammainate. Invece no. Un branco di motorini sfreccia dando fiato ai clacson davanti al Teatro Massimo. Sciarpe rosanero sventolano dai finestrini delle auto intorno al Politeama. Cori pro-Palermo rimbalzano di bocca in bocca, comprese quelle di qualche militare yankee di stanza nel porto. Che allegria! Che orgoglio! Che modo straordinario di affrontare una sconfitta!

 

Con lo stesso spirito entriamo il giorno dopo nel negozio Benetton di Via Ruggero Settimo, per l’ultima tappa del casting. Com’era stato a Napoli, anche qui la fila dei bambini in attesa di farsi fotografare sembra non finire mai. Ne approfittiamo per prenderli da parte è far loro qualche domanda.

Fra un leggings e un paio di ciabatte, incontriamo una futura monaca, una dottoressa delle tartarughe e un cuoco che c’insegna una ricetta inedita della frittata. Continueremmo a intervistarli per ore, ma dalle loro facce questi picciotti preferiscono andare a far volare un aquilone sul lungomare.

Non ci resta che smontare tutto, goderci il tramonto e tornare alle nostre casette. Ma il casting non è ancora finito! C’è tempo fino all’8 giugno per iscriversi on line. E poi bisognerà attendere trepidanti il verdetto della giuria.

Consapevoli che, comunque vada, sarà un successo. Palermo docet.

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 Bari: che classe!

by United Blogs of Benetton on: maggio 27th, 2011

Chi pensa a Babbo Natale, di solito pensa a un nonnetto scandinavo con la slitta in garage, la maglietta della salute e poco tempo da perdere. Sbagliato.
Babbo Natale vive a Bari e passa le sue giornate a mangiare orecchiette sulla terrazza di un ristorante di Barivecchia. Chiedetelo ai bambini autoctoni o, se preferite, leggete qui.

 

Giusto il tempo di azzannare una focaccia al panificio Magda, in una delle vie perpendicolari al mare, poi attraversiamo la ferrovia e siamo al negozio Benetton di Corso Benedetto Croce 153, dove sta per cominciare la decima tappa del nostro personale Giro d’Italia. Differenze rispetto a quello ufficiale: a) qui non si tratta di ciclisti ma di teppisti. b) la nostra maglia non è rosa, ma bianca, e sopra c’è scritto I’m Unique.

Eccoli i piccininn’ di Bari. Hanno sacrificato il primo bagno della stagione e ora si catapultano dentro al negozio. Un brivido ci scorre lungo la schiena: sopravviveremo a questa invasione di mini-Cassano, talentuosi e casinisti, geniali e imprevedibili?

Nemmeno il tempo di scendere in trincea e succede qualcosa di strano: la notizia del casting è arrivata fino a una scuola di danza qui vicina e sul set ora c’è un intero corpo di ballo. Tra una piroetta e un arabesque, si preannuncia un pomeriggio di gran classe.

Voi intanto guardatevi questo bel corto, a proposito di Cassano.

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 Napoli: uacc’ a uacc’

by United Blogs of Benetton on: maggio 26th, 2011

Entriamo a Napoli come si deve: disposti a morire. Di bellezza, d’amore, di malinconia.

Il negozio Benetton – il più grande d’Italia per quanto riguarda i bambini – è in via Scarlatti, nel quartiere del Vomero, ma prima di dare il via alle danze vediamo bene di prendere una metro fino al centro, farci incantare da Spaccanapoli e mangiarci una pizza dal mitico Sorbillo.

 

“Ogni scarrafone è bello a mamma soja”, cantava Pino Daniele. Ce ne accorgiamo appena apriamo le porte del negozio per cominciare il casting. Uno squadrone di mamme si getta su di noi, chiedendoci mille spiegazioni e occupandosi poi di trasferirle (non esattamente a sussurri) ai propri pargoli. Baciano, chiacchierano, pettinano, suggeriscono, mentre i loro bambini e bambine scorazzano indisturbati.

Se il casting si sta trasformando in una sceneggiata, noi non abbiamo nessuna intenzione di farci cogliere impreparati. Accendiamo la telecamera e facciamo conoscenza con un patriota, una star del neomelodico e un epigono di Elvis. Poco dopo, senza che noi possiamo farci nulla, tutto il negozio sta cantando il Waka Waka, in versione autoctona naturalmente: uacc’ a uacc’.

Chi se la sente può girare questo video a Shakira.

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 Bologna: Pinocchio, la nonnina e le scienze cosmiche

by United Blogs of Benetton on: maggio 24th, 2011

Stavolta la carovana di I’m Unique si ferma a Bologna, la capitale del buon gusto.

Un tagliere di salumi e un piatto di tortellini, poi c’inoltriamo lungo le vie di questa città di portici rossi e studenti universitari. Chissà, forse è qui che troveremo la star della prossima campagna Benetton Bambino.

 

Incurante del caldo torrido di questa domenica di maggio, un gruppo nutrito di genitori e bambini sta già appostato davanti al negozio di via Ugo Bassi 11, pronto ad attaccare. Nemmeno il tempo di montare il flash sulla macchina fotografica e dobbiamo dire un no. Agatha compie 6 anni domani e da regolamento non può partecipare! Nessun dramma, comunque. Le scattiamo una polaroid ricordo, le mettiamo in mano un palloncino e le spieghiamo come partecipare via Internet. E via con il casting!

“Si vive per raccontarla”, dice lo scrittore sudamericano Gabriel García Márquez. E allora chiediamo ad alcuni dei piccoletti che partecipano al casting di raccontarci la loro storia preferita. Sarà il caldo sarà la digestione, ma c’è qualcosa che non va in queste favole.

Pinocchio mangia la nonna di Cappuccetto Rosso e un orso piccolo viene espropriato di tutti i suoi beni. Poco dopo spuntano un geco, un tirannosauro e uno studioso di scienze cosmiche. Quando pensiamo di essere ormai in salvo, arriva uno che si mette a cantare in romeno. Ma chi ce l’ha fatto fare?

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 Ancona: alba, Marco e tramonto

by United Blogs of Benetton on: maggio 23rd, 2011

È mattina presto di sabato.

Sorpassiamo un’altra collina e il treno viene invaso da una carezza di luce. Ecco il primo sole del Mar Adriatico, con il suo corredo di bagnini, gelati e pedalò. La nostra fermata è Ancona, la città a forma di gomito che, rivolta sia a est che a ovest, è l’unica di questa costa a vedere sia il sole che sorge e quello che tramonta.

Nonostante la giornata da spiaggia, già dalle tre il negozio Benetton brulica di bambini e bambine che si aggrappano ai pantaloni dei loro genitori e li trascinano nella coda del casting. Tra uno scatto e l’altro, troviamo il tempo di fare due chiacchiere con Marco Garofalo, il fotografo del casting. Ha immortalato qualcosa come 500 bambini nell’ultima settimana e almeno altrettanti lo aspettano agguerriti nella seconda parte del tour.

Ciao Marco, come vanno le cose?
Sta andando tutto bene. Ottimo lavoro di squadra e gran divertimento. La sera, quando riguardiamo le fotografie sul mio computer me li ricordo tutti. Alcuni hanno una faccia tosta incredibile, altri sono più introversi. Io da piccolo ero un tipo abbastanza turbolento. “Marco si arrampica sui caloriferi”, “Marco grida”, “Marco ruba la merenda alla compagna”: nel mio quaderno delle elementari ogni giorno c’era una nuova nota. Tuttora mi piacciono i tipi da ultimo banco, ma, attenzione, anche quelli che si siedono nel primo. L’importante è che fin da piccoli, più o meno inconsciamente, sappiano prendere una posizione.

E tu, come hai deciso di fare il fotografo?
Da bambino volevo fare il veterinario. Sono finito a fare il fotografo per la mia tendenza a infilarmi in situazioni insolite. Ho fatto una gavetta lunga nella moda, poi sono diventato fotoreporter, con incursioni nel ritratto ambientato. È un mestiere importante, di responsabilità, che richiede una buona dose di egocentrismo: per scattare una fotografia che è sicuramente già stata scattata da qualcun altro in qualche parte del mondo bisogna avere la pretesa di poter dire qualcosa di nuovo. A me aiuta il fatto di essere una persona naturalmente empatica: soprattutto nel ritratto è fondamentale entrare rapidamente in sintonia con la persona che ti sta ti fronte.

Un fotografo è anche un po’ psicologo quindi?
Sicuramente. La fotografia, l’arte e le attività creative in generale ti obbligano a scavare dentro di te e a tirare fuori le cose più intime che hai e che senti. Me ne accorgo quando insegno fotografia, sia quando lo faccio per lavoro agli aspiranti fotografi che quando lo faccio per volontariato ai ragazzi in attività prescolare. Ho insegnato in Kosovo, in un programma di educazione alla pace, e in Congo, ai ragazzi di strada. Poi ho tenuto alcuni corsi nelle strutture sociali di affidamento di Milano: bambini con alle spalle situazioni famigliari difficili o extracomunitari con difficoltà d’inserimento. Mettergli in mano una macchina fotografica è sempre stata una scusa per cominciare a parlare.

Potremmo continuare a chiacchierare con Marco per ore, ma spunta una mano che lo tira per la giacca e lo trascina di nuovo sul set. Sono le sei passate, ma gli anconetani non hanno nessuna intenzione di mollare l’osso. Il negozio è ancora pieno e, appena fuori, il cielo di Piazza Roma è stato invaso da uno stormo di farfalle. A noi non resta che girarci verso ovest e goderci il tramonto.

 
 

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 Padova: per chi alza la cresta

by United Blogs of Benetton on: maggio 20th, 2011

“Padovani gran dottori”, dice la filastrocca.
E in effetti, passeggiando per il centro diretti al negozio Benetton di Via Filiberti, c’imbattiamo nelle diverse sedi di una delle università più antiche d’Italia, non ultimo il meraviglioso orto botanico. Tra uno spritz e un cicchetto, veniamo anche a sapere della gallina padovana, una specie di gallina unica al mondo, famosa per la sua fantasmagorica cresta.

 

Vorremmo approfondire la nostra scoperta, ma il casting sta per cominciare. Marco prepara il set e la macchina fotografica, una mamma estrae dalla borse una spazzola per pettinare la sua bimba, alcuni nonni si prestano eroicamente a risolvere il problema delle liberatorie pur di far contenti i loro nipoti. Poco più in là, due sorelle si fotografano a vicenda, prese da un fulmineo dubbio: è più divertente stare davanti o dietro la macchina fotografica?

Approfittiamo di un momento di pausa per chiedere ad alcuni bimbi di farsi un autoritratto.
Tra gli altri, ecco Sofia, che s’immortala a mezzo busto, come un’imperatrice romana.

E Pietro che, nel minimalismo del suo disegno include un solo inconfondibile dettaglio: la cresta, segno che Padova è terra di galli oltre che di galline. Ci vediamo ad Ancona!

 
 

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 Vercelli: risi e sorrisi

by United Blogs of Benetton on: maggio 18th, 2011

Lo sapevate che nei dintorni di Vercelli è stato girato il film Riso Amaro? Già, da queste parti il riso è l’orgoglio locale e viene voglia di tornare in agosto, nei giorni della Sagra della Panissa, per assaggiare alcuni dei risotti migliori del Piemonte.

In attesa dei risotti, facciamo una scorpacciata di sorrisi, quelli dei bambini che a partire dalle 3 di pomeriggio assediano il negozio Benetton di Corso Libertà per partecipare al casting bambino. Il centro di Vercelli è piccolo e la voce deve essere girata tra palestre, parrocchie e banchi di scuola.

 

Fatto sta, si presentano in 114, record assoluto finora. I bambini conoscono gli altri bambini, i genitori conoscono gli altri genitori, ma chi conosce più gente di tutti è la proprietaria, che ha vestito due generazioni di vercellesi ed è una vera e propria istituzione in città.

Una bambina simpaticissima affronta spavalda la prova del casting, fregandosene bellamente dei due incisivi che le mancano. D’altronde, quello della caduta dei denti da latte è un annoso problema per i bimbi delle elementari. Ci sono i denti che non vogliono cadere, e allora li si lega alla maniglia della porta. E ci sono quelli che cadono, e allora vanno messi sotto al cuscino (ne abbiamo trovato uno perfetto su Internet), in attesa che un topolino li porti via, lasciando una ricompensa.

Una vecchia canzone dello Zecchino d’Oro recitava: fammi crescere i denti davanti. Ma non è il caso di questa bambina: il suo sorriso bucato è irresistibile.

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 Genova: con quella faccia un po’ così

by United Blogs of Benetton on: maggio 17th, 2011

Al mare, quando piove, piove sul serio.

Quando il temporale finisce, però, e il vento ricomincia a soffiare, allora il cielo si libera d’improvviso e tutto – le spiagge, le strade, i palazzi – s’illumina di una luce speciale.

C’è una luce così quando i primi bambini arrivano al negozio Benetton di Genova Via XX Settembre e appiccicano le loro facce contro la vetrina come se fosse una pasticceria. Pochi minuti dopo le porte si aprono e il casting ha inizio.

La prima cosa che noti è che alcuni dei bambini sono elegantissimi. Le loro mamme hanno esagerato? Macchè, la ragione è un’altra. Sono le 3 del pomeriggio di domenica, giorno di prime comunioni, e dagli sguardi appannati di alcuni bambini filtra un misto di estasi mistica e digestione irrisolta.

C’è anche chi ha votato il suo pomeriggio a divinità pagane: una bimba è accompagnata da sua zia, la mamma è andata allo stadio a vedere la Sampdoria e ha specificato che le raggiungerà solo in caso di vittoria.

Dopo che il suo piccoletto si è fatto fotografare, una mamma ci si avvicina e confessa: “Riguardando la fila, non c’è nessuno bello come il mio”. E come biasimarla? Con “quella faccia un po’ così”, fatta di dettagli divini e minuscole imperfezioni, ogni bambino è il più bello del mondo per la sua mamma. Lo pensava anche Anna Magnani in “Bellissima” di Visconti.

Se avete dieci minuti, guardatevi questa scena stupenda.

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 Firenze: ruspa e carote!

by United Blogs of Benetton on: maggio 16th, 2011

Non c’è nemmeno il tempo di assaporare una fetta di lardo di Colonnata che lo store Benetton di Via de’ Cerretani è già gremito di bambini e bambine.

 

113 per essere precisi: accompagnati da mamme, fratelli, sorelle e papà, a dire il vero soprattutto papà che, non si sa se per dovere o per un tardivo attacco di gelosia, stanno diligentemente in fila a tenere il posto alle loro amate pargole. Nell’attesa del proprio turno un bimbo corre, un altro gioca, qualcuno disegna.

Quando ci avviciniamo con la telecamera per chiedere ai micro-protagonisti del casting cos’è che li rende unici, facciamo una serie di scoperte sorprendenti.

Primo: non solo pizza e Nutella, qualcuno preferisce le carote. Secondo: si può essere provetti nuotatori pur non avendo ancora imparato a nuotare (?). Terzo: nonostante la globalizzazione e i reality show, guidare una ruspa è un sogno che non accenna a passare di moda.

Vedere per credere.

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 Vieni avanti, bambino!

by United Blogs of Benetton on: maggio 13th, 2011

Biondo, moro o coi capelli arancioni come fibre di carota. Bianco, giallo, nero o meticcio. Maschio o femmina. Slanciato o tarchiato. Magro o cicciotto. Con un neo sulla guancia o le gote ricoperte di lentiggini. Non importa. Se chiedi a una mamma com’è il suo bambino, ti dirà sempre che è il più bello del mondo. Sarà vero?

Il 14 maggio comincia il casting per selezionare i quattro modelli della prossima campagna Benetton bambino.

L’iniziativa si svolgerà in parte on line, com’è stato l’anno scorso per la campagna adulto It’s my time. E in parte in store, in un viaggio d’Italia che toccherà 12 negozi Benetton sparsi per tutta la penisola. Per ogni tappa ci saranno un set, un fotografo e decine di candidati carichi come molle.

Da Firenze a Palermo, questo blog racconterà le città, i negozi, i protagonisti di questo anomalo Tour d’Italie. La parola, naturalmente, la lasceremo a loro: i bambini. Perché piagnoni o sorridenti, placidi o ribelli, timidi o casinisti, quel che davvero conta è che ciascuno di loro, a modo suo, è unico.

 
 

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