Continuate a giocare!

by United Blogs of Benetton on: giugno 10th, 2011

Dopo due settimane di peripezie in giro per l’Italia e una settimana extra concessa ai più piccoli, agli smanettoni e ai ritardatari per iscriversi sul web, è arrivato il momento di tornare a casa, aprire l’archivio e vedere con che razza di bambini abbiamo a che fare.

 

Ne contiamo più di 10.000 tra eventi in negozio e profili, on-line, e nessuno è uguale all’altro. Ci sono fan di Elvis e aspiranti Janet Jackson; bravi ragazzi e pesti patentate; sirenetti vanitosi, ragazzi di campagna, e futuri piloti. Qualcuno ci ha inondato di parole, qualcun altro era così timido che, al momento dello scatto, ha ben pensato di nascondersi dentro a una borsa. Tutti, speriamo, si sono divertiti, tra un colpo di spazzola e il lampo di un flash.

Ora non ci resta che passare in rassegna tutte le foto e scegliere le quattro facce uniche che saranno protagoniste della prossima campagna Benetton. Aspettando, nel frattempo, che voi decidiate chi sono i magnifici venti che riceveranno un buono da 200 euro da spendere nei negozi Benetton.

Per sapere chi la spunterà dovete aspettare il 10 luglio.

Comunque sia, il casting è finito. Continuate a giocare!

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 Cosenza: senza gli asini

by United Blogs of Benetton on: maggio 30th, 2011

Il padre di Marco (il nostro fotografo, lo dovreste conoscere già) è un calabrese DOC.

È sabato: si sveglia presto nel suo paese sulla Sila, carica un drappello di bambini sulla sua macchina, guida fino a Cosenza e si presenta puntuale al negozio Benetton di Corso Mazzini per piazzarli di fronte all’obiettivo di suo figlio.

 

“Dio un giorno si è svegliato felice e ha creato la Calabria – ci dice – poi un altro giorno si è svegliato arrabbiato e ha fatto i calabresi”. Sarà anche vero, ma a noi qui tutti ci sembrano allegri e pieni di energia, merito probabilmente della gazzosa al caffé che tracannano senza sosta. C’inoltriamo tra stradine e vicoletti e cerchiamo di restare in equilibrio nonostante i piccoletti che ci tagliano continuamente la strada per poi scomparire nell’androne di una casa.

Sono loro i protagonisti indiscussi di questo pomeriggio di casting. Accecati dalla visione del successo, alcuni si presentano sul set in occhiali da sole e convincerli a toglierli è un’impresa. C’è pure un papà coreografo che, incurante delle indicazioni del fotografo, suggerisce a sua figlia pose e piroette che, secondo lui, bucheranno l’obiettivo.

Tra regali e palloncini, la situazione in pochi minuti si trasforma in una festa generalizzata. Non a caso Cosenza è anche la sede della Città dei Ragazzi, una città nella città, dedicata ai bambini e ai ragazzi. Una specie di Paese dei Balocchi, ma senza gli asini. Bello, no?

È con quest’idea in testa che scattiamo le ultime foto, prima di ripartire alla volta di Palermo.

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 Napoli: uacc’ a uacc’

by United Blogs of Benetton on: maggio 26th, 2011

Entriamo a Napoli come si deve: disposti a morire. Di bellezza, d’amore, di malinconia.

Il negozio Benetton – il più grande d’Italia per quanto riguarda i bambini – è in via Scarlatti, nel quartiere del Vomero, ma prima di dare il via alle danze vediamo bene di prendere una metro fino al centro, farci incantare da Spaccanapoli e mangiarci una pizza dal mitico Sorbillo.

 

“Ogni scarrafone è bello a mamma soja”, cantava Pino Daniele. Ce ne accorgiamo appena apriamo le porte del negozio per cominciare il casting. Uno squadrone di mamme si getta su di noi, chiedendoci mille spiegazioni e occupandosi poi di trasferirle (non esattamente a sussurri) ai propri pargoli. Baciano, chiacchierano, pettinano, suggeriscono, mentre i loro bambini e bambine scorazzano indisturbati.

Se il casting si sta trasformando in una sceneggiata, noi non abbiamo nessuna intenzione di farci cogliere impreparati. Accendiamo la telecamera e facciamo conoscenza con un patriota, una star del neomelodico e un epigono di Elvis. Poco dopo, senza che noi possiamo farci nulla, tutto il negozio sta cantando il Waka Waka, in versione autoctona naturalmente: uacc’ a uacc’.

Chi se la sente può girare questo video a Shakira.

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 Ancona: alba, Marco e tramonto

by United Blogs of Benetton on: maggio 23rd, 2011

È mattina presto di sabato.

Sorpassiamo un’altra collina e il treno viene invaso da una carezza di luce. Ecco il primo sole del Mar Adriatico, con il suo corredo di bagnini, gelati e pedalò. La nostra fermata è Ancona, la città a forma di gomito che, rivolta sia a est che a ovest, è l’unica di questa costa a vedere sia il sole che sorge e quello che tramonta.

Nonostante la giornata da spiaggia, già dalle tre il negozio Benetton brulica di bambini e bambine che si aggrappano ai pantaloni dei loro genitori e li trascinano nella coda del casting. Tra uno scatto e l’altro, troviamo il tempo di fare due chiacchiere con Marco Garofalo, il fotografo del casting. Ha immortalato qualcosa come 500 bambini nell’ultima settimana e almeno altrettanti lo aspettano agguerriti nella seconda parte del tour.

Ciao Marco, come vanno le cose?
Sta andando tutto bene. Ottimo lavoro di squadra e gran divertimento. La sera, quando riguardiamo le fotografie sul mio computer me li ricordo tutti. Alcuni hanno una faccia tosta incredibile, altri sono più introversi. Io da piccolo ero un tipo abbastanza turbolento. “Marco si arrampica sui caloriferi”, “Marco grida”, “Marco ruba la merenda alla compagna”: nel mio quaderno delle elementari ogni giorno c’era una nuova nota. Tuttora mi piacciono i tipi da ultimo banco, ma, attenzione, anche quelli che si siedono nel primo. L’importante è che fin da piccoli, più o meno inconsciamente, sappiano prendere una posizione.

E tu, come hai deciso di fare il fotografo?
Da bambino volevo fare il veterinario. Sono finito a fare il fotografo per la mia tendenza a infilarmi in situazioni insolite. Ho fatto una gavetta lunga nella moda, poi sono diventato fotoreporter, con incursioni nel ritratto ambientato. È un mestiere importante, di responsabilità, che richiede una buona dose di egocentrismo: per scattare una fotografia che è sicuramente già stata scattata da qualcun altro in qualche parte del mondo bisogna avere la pretesa di poter dire qualcosa di nuovo. A me aiuta il fatto di essere una persona naturalmente empatica: soprattutto nel ritratto è fondamentale entrare rapidamente in sintonia con la persona che ti sta ti fronte.

Un fotografo è anche un po’ psicologo quindi?
Sicuramente. La fotografia, l’arte e le attività creative in generale ti obbligano a scavare dentro di te e a tirare fuori le cose più intime che hai e che senti. Me ne accorgo quando insegno fotografia, sia quando lo faccio per lavoro agli aspiranti fotografi che quando lo faccio per volontariato ai ragazzi in attività prescolare. Ho insegnato in Kosovo, in un programma di educazione alla pace, e in Congo, ai ragazzi di strada. Poi ho tenuto alcuni corsi nelle strutture sociali di affidamento di Milano: bambini con alle spalle situazioni famigliari difficili o extracomunitari con difficoltà d’inserimento. Mettergli in mano una macchina fotografica è sempre stata una scusa per cominciare a parlare.

Potremmo continuare a chiacchierare con Marco per ore, ma spunta una mano che lo tira per la giacca e lo trascina di nuovo sul set. Sono le sei passate, ma gli anconetani non hanno nessuna intenzione di mollare l’osso. Il negozio è ancora pieno e, appena fuori, il cielo di Piazza Roma è stato invaso da uno stormo di farfalle. A noi non resta che girarci verso ovest e goderci il tramonto.

 
 

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 Padova: per chi alza la cresta

by United Blogs of Benetton on: maggio 20th, 2011

“Padovani gran dottori”, dice la filastrocca.
E in effetti, passeggiando per il centro diretti al negozio Benetton di Via Filiberti, c’imbattiamo nelle diverse sedi di una delle università più antiche d’Italia, non ultimo il meraviglioso orto botanico. Tra uno spritz e un cicchetto, veniamo anche a sapere della gallina padovana, una specie di gallina unica al mondo, famosa per la sua fantasmagorica cresta.

 

Vorremmo approfondire la nostra scoperta, ma il casting sta per cominciare. Marco prepara il set e la macchina fotografica, una mamma estrae dalla borse una spazzola per pettinare la sua bimba, alcuni nonni si prestano eroicamente a risolvere il problema delle liberatorie pur di far contenti i loro nipoti. Poco più in là, due sorelle si fotografano a vicenda, prese da un fulmineo dubbio: è più divertente stare davanti o dietro la macchina fotografica?

Approfittiamo di un momento di pausa per chiedere ad alcuni bimbi di farsi un autoritratto.
Tra gli altri, ecco Sofia, che s’immortala a mezzo busto, come un’imperatrice romana.

E Pietro che, nel minimalismo del suo disegno include un solo inconfondibile dettaglio: la cresta, segno che Padova è terra di galli oltre che di galline. Ci vediamo ad Ancona!

 
 

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 Milano: signori si nasce

by United Blogs of Benetton on: maggio 19th, 2011

Ecco Milano.

La città più eterogenea e cosmopolita d’Italia, la vera metropoli del nostro Paese. Quale posto migliore per cercare la bambina o il bambino più unico, originale, irripetibile che ci sia? Il bambino più bambino di tutti?

 

Sarà l’ambiente internazionale, sarà che Marco (il fotografo) e le Sara e Francesca dell’organizzazione sono di casa da queste parti, fatto sta che nel negozio Benetton di Corso Buenos Aires s’instaura subito un’atmosfera elegante e rilassata, da rimpatriata tra vecchi amici.

Stavolta non si tratta di un’orda di piccoletti che si accalca all’entrata, t’inciampa addosso e ti estorce caramelle, ma di un placido via vai di signorini e signorine che, tra un disegno e un palloncino, accettano cordialmente di posare davanti alla macchina fotografica.

Tra loro individuiamo un deejay aspirante carabiniere e un architetto-scrittrice che inaugura i suoi progetti esclusivamente a Natale.

Loro e altre promesse nel video qui sotto.

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 Vercelli: risi e sorrisi

by United Blogs of Benetton on: maggio 18th, 2011

Lo sapevate che nei dintorni di Vercelli è stato girato il film Riso Amaro? Già, da queste parti il riso è l’orgoglio locale e viene voglia di tornare in agosto, nei giorni della Sagra della Panissa, per assaggiare alcuni dei risotti migliori del Piemonte.

In attesa dei risotti, facciamo una scorpacciata di sorrisi, quelli dei bambini che a partire dalle 3 di pomeriggio assediano il negozio Benetton di Corso Libertà per partecipare al casting bambino. Il centro di Vercelli è piccolo e la voce deve essere girata tra palestre, parrocchie e banchi di scuola.

 

Fatto sta, si presentano in 114, record assoluto finora. I bambini conoscono gli altri bambini, i genitori conoscono gli altri genitori, ma chi conosce più gente di tutti è la proprietaria, che ha vestito due generazioni di vercellesi ed è una vera e propria istituzione in città.

Una bambina simpaticissima affronta spavalda la prova del casting, fregandosene bellamente dei due incisivi che le mancano. D’altronde, quello della caduta dei denti da latte è un annoso problema per i bimbi delle elementari. Ci sono i denti che non vogliono cadere, e allora li si lega alla maniglia della porta. E ci sono quelli che cadono, e allora vanno messi sotto al cuscino (ne abbiamo trovato uno perfetto su Internet), in attesa che un topolino li porti via, lasciando una ricompensa.

Una vecchia canzone dello Zecchino d’Oro recitava: fammi crescere i denti davanti. Ma non è il caso di questa bambina: il suo sorriso bucato è irresistibile.

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 Genova: con quella faccia un po’ così

by United Blogs of Benetton on: maggio 17th, 2011

Al mare, quando piove, piove sul serio.

Quando il temporale finisce, però, e il vento ricomincia a soffiare, allora il cielo si libera d’improvviso e tutto – le spiagge, le strade, i palazzi – s’illumina di una luce speciale.

C’è una luce così quando i primi bambini arrivano al negozio Benetton di Genova Via XX Settembre e appiccicano le loro facce contro la vetrina come se fosse una pasticceria. Pochi minuti dopo le porte si aprono e il casting ha inizio.

La prima cosa che noti è che alcuni dei bambini sono elegantissimi. Le loro mamme hanno esagerato? Macchè, la ragione è un’altra. Sono le 3 del pomeriggio di domenica, giorno di prime comunioni, e dagli sguardi appannati di alcuni bambini filtra un misto di estasi mistica e digestione irrisolta.

C’è anche chi ha votato il suo pomeriggio a divinità pagane: una bimba è accompagnata da sua zia, la mamma è andata allo stadio a vedere la Sampdoria e ha specificato che le raggiungerà solo in caso di vittoria.

Dopo che il suo piccoletto si è fatto fotografare, una mamma ci si avvicina e confessa: “Riguardando la fila, non c’è nessuno bello come il mio”. E come biasimarla? Con “quella faccia un po’ così”, fatta di dettagli divini e minuscole imperfezioni, ogni bambino è il più bello del mondo per la sua mamma. Lo pensava anche Anna Magnani in “Bellissima” di Visconti.

Se avete dieci minuti, guardatevi questa scena stupenda.

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