COLORS 81 – Un manuale di sopravvivenza

by Be-Blogger Italia on: luglio 22nd, 2011

cover Colors81

I mezzi di trasporto sono una componente fondamentale della nostra vita, e realisticamente non potremmo fare a meno visto che le nostre abitudini ci portano ad essere continuamente in movimento, eppure, la diamo per scontata: il 90% dei nostri spostamenti viene effettuato con mezzi alimentati a petrolio, un combustibile destinato a finire e pure in fretta!

Cosa faremo allora?

Il nuovo numero di Colors risponde proprio a questa domanda cercando metodi alternativi (e divertenti) per muoversi senza utilizzare la benzina, ma solo la nostra creatività!

Grazie a COLORS 81, vero e proprio “manuale di sopravvivenza” dei trasporti, conosceremo persone che in tutto il mondo hanno costruito con le proprie mani mezzi di trasporto alternativi e sostenibili.

barca keniota

Ad esempio Mansoor, keniota, 31 anni, ci racconta come ha costruito la sua barca utilizzando la spazzatura lasciata dai turisti sulla spiaggia, ma le storie geniali raccolte sono tantissime e tutte in grado di appassionarvi e divertirvi… provare per credere!

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Il file sharing di Dead Drops!

by Be-Blogger Italia on: luglio 15th, 2011

Comunicare e scambiarsi informazioni sono oramai diventati delle operazioni così semplici che diamo per scontate.

Troviamo naturale condividere i nostri pensieri con gli altri e abbiamo a nostra disposizione un’infinità di modi per farlo. Sembra impossibile pensare ad un modo nuovo per entrare in contatto con gli altri, non è vero?

Ed invece, Aram Bartholl, un architetto tedesco, ha escogitato un metodo assolutamente inedito e geniale per condividere le proprie informazioni: Dead Drops!

Dead Drops è un network di file sharing basato su una “rete” di chiavette usb incastonate nelle mura degli edifici in tutta la città di New York: chiunque può collegarsi e caricare o scaricare qualsiasi tipo di file (documenti, foto, video, file audio). Il fine di questo progetto è abbattere qualsiasi barriera di comunicazione e rendere possibile lo scambio di informazioni e idee a chiunque.

Aram ha iniziato questo progetto durante un soggiorno a NY nell’ottobre 2010 e ha creato una guida per l’installazione di “Dead Drops” destinata a chiunque voglia partecipare al progetto. Il risultato? Oggi le postazioni Dead Drops sono innumerevoli e sparse ovunque nel mondo! Un database tiene traccia di ognuna di loro e può aiutarvi a trovare quella più vicina a voi; è così che ho scoperto che ce n’è una in porta ticinese, nella mia città… scappo a comunicare!

Foto copyright deaddrops.com

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 E’ arrivato il virtual market

by Be-Blogger Italia on: luglio 8th, 2011

Milano è una città in continuo movimento, in grado rinnovarsi costantemente e di assorbire e far propria ogni novità. Eppure, nonostante viva in questa città sempre all’avanguardia, a volte mi sembra che le manchino soluzioni veramente in grado di semplificare questa nostra vita frenetica e sempre di corsa!

Navigando in rete, per esempio, ho scoperto un’invenzione che invidio moltissimo ai coreani! La catena di supermercati Tesco ha infatti creato nientemeno che il “Virtual Market“. Vi chiederete: “E cosa sarebbe questo Virtual market?”

Si tratta di un supermercato virtuale, ovvero dei pannelli luminosi che, appesi alle pareti della metropolitana della Corea del Sud, riproducono fedelmente i prodotti presenti nel market.

Chiunque possegga uno smartphone può scannerizzare il codice QR presente sulle immagini dei vari prodotti, aggiungendoli così ad un carrello virtuale: una volta finita la spesa, si effettua il pagamento via carta di credito et voilà… la spesa arriva comodamente a casa, senza code in cassa, senza stress da acquisto e senza l’ansia di non arrivare in tempo al market prima che chiuda!Immagine anteprima YouTubeUna trovata geniale veramente in grado di semplificare la vita della gente!

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Provare a cambiare il mondo in rete

by Be-Blogger Italia on: giugno 24th, 2011

Fin troppo spesso accadono cose che troviamo ingiuste. Ci capita di pensarci in continuazione, per giorni e giorni, di indignarci, di dispiacerci per quanto è accaduto o sta accadendo e di fronte a cui ci sentiamo inutili, perché non possiamo intevenire e non sappiamo nemmeno come potremmo provare a cambiare le cose.

Oggi però, grazie al giovane Ben Rattray, fondatore di change.org, portare avanti le proprie idee è possibile… ed è a portata di mouse!

Ben Rattray

Change.org non è un semplice sito d’informazione, ma una vera e propria impresa sociale online che permette di aprire o sottoscrivere petizioni per i temi che più ci stanno a cuore.

Ben ha dato a chiunque la possibilità di dar voce alle proprie idee e le cause che sono state portate avanti tramite il suo sito hanno anche attirato l’attenzione di molteplici associazioni no-profit che ora con change.org collaborano attivamente.

Vi chiedete quanto possa essere efficace un sito del genere? Vi basti pensare che, negli ultimi giorni, sulla home page del portale di Ben, è presente un avviso che spiega che change.org è non è sempre raggiungibile a causa degli attacchi informatici che sta ricevendo proprio a causa di una delle petizioni che ospita!

Nella foto Ben Rattray e il sito change.org

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 USB al cioccolato!

by Be-Blogger Italia on: giugno 17th, 2011

Ogni volta che getto uno dei tanti oggetti che ci accompagnano nel corso della nostra vita quotidiana nella spazzatura, mi sento un pochino dispiaciuta. Da un lato non posso far a meno di pensare all’impatto che i rifiuti che produciamo avranno sull’ambiente, dall’altro, lo ammetto, in un certo qual modo a quegli oggetti io mi sento legata.

chiavetta usb

Quando, ad esempio, finisco il tubetto del dentifricio e lo butto, penso alla cura con cui, ogni volta che ne ho avuto  bisogno, l’ho spremuto arrotolandolo meticolosamente per evitare gli sprechi: lo stesso fatto di buttarlo via mi sembra uno spreco! Ma come potevo immaginare che avrei potuto trasformarlo in un praticissimo fermaporta?

L’ingegnere See Hwa Goh è un giovane e appassionato designer che ricicla oggetti di uso comune, pensate che trasforma il fondo delle bottiglie del latte in una lampada o crea lampadari a partire dal cartone del succo d’arancia!

Di tutte le sue creazioni, però, quella che preferisco è la chiavetta usb ricavata dal packaging di una nota marca di cioccolata: un must per una persona come me, golosa e a stretto contatto con la tecnologia e il computer.

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 A volte vorrei essere MacGyver!

by Be-Blogger Italia on: giugno 6th, 2011

Sto camminando per strada quando, d’un colpo, si rompe la catena che fa da braccio alla mia splendida maxi-bag. Io e la mia maledetta abitudine di caricare le borse come se fossero valigie… tragedia! Va bene Silvia, pensa a come sistemarla, devi trovare un’idea geniale, proprio come quelle di MacGyver.

MacGyver

Ripensandoci però, probabilmente MacGyver non l’avrebbe sistemata, ma l’avrebbe usata come fece in una celebre puntata, mischiandovi dentro dell’aceto e una bibita gassata per creare un estintore.

Si, perché MacGyver è per definizione l’eroe delle idee last minute, in grado di risolvere ogni problema con le sue trovate geniali e un po’ buffe: un vero mito degli anni 80, tutti lo abbiamo amato! Ho trovato il sito di un mitico fan che ha raccolto, organizzate per stagioni ed episodi, tutte le idee geniali della serie tv, dando anche una breve descrizione della puntata: le ha chiamate “le ricette di MacGyver”.

Ve lo assicuro, questo sito vi delizierà, ma ricordatevi: non è un vero sito di cucina ed è severamente vietato provare a rifare le ricette! Enjoy!

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Realizzare i propri sogni tecnologici

by Be-Blogger Italia on: maggio 20th, 2011

Al giorno d’oggi tutto è possibile!

Può capitare di sognare ad occhi aperti dispositivi in grado di migliorare la nostra vita, per poi scoprire che, non solo qualcun altro condivideva la nostra visione, ma l’ha addirittura realizzata!Immagine anteprima YouTubePer esempio, sogno di possedere, un’applicazione che mi permetta di essere più veloce e creativa nella selezione dei capi dal mio armadio… l’ho sempre considerato irrealizzabile.

Ora, però, credo che si possa avverare. Ci credo perché ho visto la presentazione di Zerotouch, il prototipo presentato recentemente dal gruppo dell’Interface Ecology Lab della Texas A&M University.

Zerotouch consiste in una cornice che, applicata al monitor di un computer, lo trasforma in un dispositivo touch screen. Il profilo interno è ricoperto di sensori e LED a infrarossi che creano una rete di raggi invisibili che attraversa l’intera area coperta da Zerotouch: ogni volta che un raggio viene interrotto dall’azione dell’utente, il sistema reagisce di conseguenza. La cosa più interessante è che non ha bisogno di essere toccato per funzionare!Sensori ZerotouchLa Texas A&M University sta sviluppando il prototipo e ha rilasciato solo 3 applicativi: la lavagna grafica, un gioco di ruolo e un programma pensato per progettare l’allestimento di mostre. Grazie a Zerotouch, un giorno sceglierò gli abiti da indossare solo dopo aver provato tutti gli abbinamenti… “a mano”!

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Sempre con il tuo bambino con Anybook

by Be-Blogger Italia on: maggio 13th, 2011

Ho 30 anni e sono in quella fase della vita in cui la maggior parte dei miei amici inizia ad avere figli. Parlando con loro scopro un mondo per me completamente sconosciuto, fatto di tanto amore e grandissime gioie, ma anche di quotidiane preoccupazioni.AnybookOggigiorno, tra i genitori che a causa degli impegni lavorativi sono costretti a passare fuori casa tutta la giornata, se non addirittura a viaggiare e stare distanti dalla famiglia più giorni, è assai comune il senso di colpa che nasce dal non accompagnare i propri bambini nella loro naturale quotidianità: la pappa, il bagnetto, il gioco e… la fiaba. :)

Navigando in rete, però, ho scoperto un giocattolo tecnologico che penso renderà felici tutti i genitori che mi stanno leggendo in questo momento: Anybook!Immagine anteprima YouTubeSi tratta di un lettore che permette di registrare la vostra voce mentre leggete alcuni passaggi di una fiaba e di associare ogni singola registrazione ad un adesivo. Quest’ultimo verrà applicato sulla pagina corrispondente del libro e il bambino, passandoci sopra il lettore, ascolterà la storia con la vostra voce… geniale vero?

Devo ammettere che se fosse esistito quando ero bambina, sarei impazzita di gioia nel sentire la voce del mio papà anche quando lui non c’era. ;)

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Adesso basta un click

by Be-Blogger Italia on: aprile 14th, 2011

Quando avevo 15 anni, shopping significava fondamentalmente girare per i negozi del centro alla ricerca dell’oggetto dei miei desideri: se su una rivista avevo visto qualcosa che dovevo assolutamente avere, però, era difficilissimo non solo trovarlo, ma persino riuscire a sapere dove fosse possibile acquistarlo. L’unica cosa che mi rimaneva da fare era accontentarmi di quello che proponevano le vetrine.

Dopo aver fatto un acquisto, poi, dovevo attendere il sabato sera per uscire con le amiche e raccontar loro il mio shopping settimanale e l’unico modo possibile per mostrare i miei acquisti era indossarli.

Tutto questo 15 anni fa… ma oggi il mio modo di fare acquisti è completamente cambiato!

Se una borsa, un accessorio o una qualsiasi altra cosa mi piace, vado su Google, cerco il sito ufficiale del marchio e come prima cosa vado alla pagina con l’elenco dei punti vendita per scoprire dove si trova quello più vicino. Quindi sfoglio il catalogo virtuale e, quando vedo l’oggetto, faccio uno zoom con il tasto destro del mouse, scatto una foto col telefonino, invio un MMS et voilà, ho comunicato a tutte le mie amiche cosa sto per acquistare.

Generalmente, non passa neanche un minuto che… “beep beep”… arriva la risposta della mia amica Marica: la foto di un altro oggetto, quello che sta acquistando lei, proprio in quell’istante!

Una volta completato l’acquisto, l’ultima, imprescindibile cosa che mi rimane da fare è indossarlo, scattare una foto e inviarla a tutte le amiche. Ora sì che sono soddisfatta! Ah no, non ancora, dimenticavo… Ora aggiorno il mio social network preferito e pubblico uno status descrivendo cosa mi sono comprata: so già che avrò parecchi commenti a cui rispondere. :)

Ebbene sì, al giorno d’oggi, par proprio che la nostra vita non possa prescindere dalla rete: in rete facciamo le nostre ricerche, comunichiamo con gli amici in qualsiasi parte del mondo si trovino…  in rete condividiamo i frutti del nostro shopping.

Devo ammettere che, comunque, amo ancora andare nei negozi e stare in camerino le ore, mi emoziono al contatto con i tessuti e alla vista di un accessorio, adoro contraccambiare il sorriso del commerciante che mi ringrazia per l’acquisto. Sono piccole, vecchie abitudini che spero non abbandonerò mai. :)

Silvia
addictedtoshopping.it

 
 

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 Techno Time

by United Blogs of Benetton on: febbraio 11th, 2011


Yesterday I woke up at 5:50 a.m. At 6:20 I had already dragged myself in front of the computer, still in my flip flops and pyjama pants.

And while I was writing one email after another to people that had been awake for hours, for the first time I asked myself a question: does technology influence the way we dress?

At first I thought: no. But maybe I was too hasty.
If it influences the way we behave, how we manage our time, the way we express ourselves and, without a doubt, our privacy, how is it possible that it doesn’t also affect the way we dress? Of course, technology unifies different styles, in the sense that everyone looks more and more like each other, more and more quickly.

But does getting a call from some kind of smart phone make a person choose a certain bag or a specific pair of shoes? And does shooting a video on youtube push you more towards a t-shirt or a suit? (I’d say a t-shirt , but since I don’t have any scientific data to back it up, I won’t bet on it).

I know a hypertechnologically connected woman who takes her hi-tech instrumentation around in her Chanel bag. Her best friend (not only on Facebook) travels in a wad of felt. Sure, I also know technologically clumsy women divinely dressed and ground-breaking nerds, nerdishly dressed.
But the doubt still remains: if technology is powerful enough to influence world lifestyles, styles of writing and figures of speech, why do I always wear the same stuff even though I twitter and blog?
Do you have any clue?

Lost In Fashion

 
 

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